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Rettifilo, il cuore di Sarno tra storia e struscio

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E' sempre stata la via dello "struscio", degli incontri e degli scambi culturali, fra avventori degli storici bar, sede di circoli politici e, in passato, di ben due sale cinematografiche. L'ex Corso Risorgimento, oggi corso Giovanni Amendola, è il fulcro della vita sociale e commerciale della città di Sarno. Per tutti è sempre stato il "rettifilo", una lunghissima strada che si proietta, da nord a Sud, verso la vallata del fiume Sarno e creata proprio per dare maggiore visibilità – oltre all'attuale effetto scenico – al palazzo del Curri, sede della casa municipale.Al culmine del corso, intersecato dall'odierno asse principale cittadino (la lunghissima via Matteotti), che corre parallelamente al centro storico, si trova proprio il Municipio, palazzo ottocentesco di stile eclettico sorto presso il convento francescano di cui resta il Chiostro e la chiesa di San Francesco. L'edificio con la sua mole domina sulla città e si affaccia sulla piazza dove campeggia il monumento a Mariano Abignente, dello scultore G. B. Amendola.Un'arteria relativamente "recente", che ha sostituto - nel corso dell'urbanizzazione verso la valle - le strette stradine pedemontane del centro storico dove, fino al secolo scorso, si avvicendavano le storie dei sarnesi.

«Il corso è stato aperto sul finire dell'800, abbattendo quello che era il palazzo Cerrato, proprio per dare visibilità scenografica al palazzo municipale – spiega lo storico Orazio Ferrara. La nuova arteria taglia, e in parte ripercorre, l'antica strada detta Fontana del Principe che proseguendo da via San Pietro, ora Michele Squitieri, si sperdeva in aperta campagna, dove c'erano delle sorgenti dette proprio "del principe". Campagna che si trovava pressappoco dove ora ci sono le scuole medie Amendola e Baccelli». Dall'apertura del nuovo tratto di strada, le vecchie abitudini (come lo "struscio") e le attività collegate, negozi e trattorie in particolare, si sono spostate da via Laudisio, via Fabbricatore e via De Liguori, verso il "rettifilo". Dagli inizi del '900 ospita la stazione della Circumvesuviana. Già all'epoca la bellezza della strada era apprezzata oltre i confini del paese. Non a caso, come ricorda Ferrara, «prima dei bombardamenti del '43, c'era un affollatissimo struscio di molte famiglie napoletane, che a Sarno avevano trovato rifugio». I bombardamenti sventrarono in parte quello che allora era Corso Risorgimento. Dopo la guerra il consiglio comunale decise la nuova intitolazione.

«La parte alta di corso Amendola è sempre stata più frequentata – ricorda Ferrara. Da sempre la strada dei bar, di trattorie e pizzerie, ma anche degli orefici, tutt'ora presenti. La si sceglieva per le passeggiate di sera, particolarmente affollata dagli studenti e nei fine settimana da tutta la popolazione. Era anche sede di alcuni circoli politici, come quello del partito monarchico».A differenza di oggi, dove spopolano in primis i negozi di abbigliamento, i bar la facevano da padrona: c'era il famoso "Bar Vietri", quello "Nazionale" (oggi Cafè), il "Rosso e Nero", il "Bar Colli" (ancora esistente), "Giacchino" (ora Bar del Corso).

Agli inizi del '900 vi era anche un piccolo alberghetto, la "Pensione Stella". Anche gli orefici, tre dei quali ancora presenti, hanno sempre avuto spazio in questa importante strada. C'erano già pizzerie, la prima quella "r'o' Passion". Negli anni Cinquanta il primo negozio di televisori fu ubicato proprio a corso Amendola. Resta un'edicola, anche se in posizione diversa rispetto alla storica che appartenne a "Nunziata a' giornalista". Negli anni sono scomparsi i due cinema Aurora e Moderno, il primo nella parte superiore del corso e il secondo proprio a conclusione del "rettifilo".


Gioart

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