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n°38 - Dicembre 2009

 

 

 

 

 

 

LYCEUM


Avventure editoriali: la Rivista Lyceum

Esplorare limiti e confini

 

In tempi di mode e di idee dominanti, spesso appiattite sul "qui ed ora" fa sicuramente tremar le vene e i polsi ideare e realizzare una Rivista culturale e didattica. Che riesca a proporre un metodo nuovo di interpretazione della realtà e del mondo della comunicazione. Un metodo che non parta da verità precostituite, ma da scoperte realizzate fra tentativi ed errori, seguendo una navigazione, forse difficile e accidentata, ma probabilmente più gratificante e suggestiva.

 

La Rivista Lyceum ci ha provato. Nata nel 1992, spegne in questi giorni una metaforica torta con diciassette candeline. Luogo di nascita: Liceo Classico, Scientifico e Linguistico "T. L. Caro" di Sarno. Direttore: Prof. Giuseppe Vastola (Dirigente Scolastico); Direttore Responsabile: Prof. Francesco Salerno; Caporedattori: Proff. Elsa Franco e Angelina Rainone; Comitato di Redazione: Proff. Guglielmo Caiazza, Concettina De Vivo, Antonella Esposito, Egidio Mazza, Paolo Occhinegro, Anna Pumpo, Gelsomina Shettino e Patrizia Trapanese.

 

Collaboratori: studenti, docenti, Università italiane e straniere. La struttura editoriale si articola in quattro Sezioni: Percorso (su una tematica diversa per ogni numero); Orientamento (su problemi di tipo didattico), Itinerari (sui Progetti extra-curriculari) e, in apertura, Strumenti. Dal 2003 questa sezione è riservata a saggi ispirati a un Manifesto di idee e di valori, dedicato al "Liminarismo", proposto appunto da Lyceum. Tale orizzonte di valori tende a fare emergere il carattere fondante dell’alterità da rispettare, della scoperta da tentare, del limite da conoscere, della soglia da oltrepassare. Di qui l’importanza del passaggio, del mutamento, del confine, del dettaglio.

 

Il successo è andato oltre ogni più rosea speranza. Negli USA un validissimo studioso del nostro Rinascimento, il Prof. John Mc Lucas, ha per primo diffuso nella sua Università di Towson a Baltimora il testo del Manifesto, traducendolo in americano e invitando altri intellettuali a elaborare studi in chiave liminaristica. Poi l’attenzione di alcuni docenti polacchi e danesi ed ancora l’interesse di autorità e scrittori egiziani e infine l’invito a lavorare sui rapporti fra cultura italiana e cultura araba da parte della Prof.ssa Maria Albano dell’Università di Macerata. Su questi temi molto congruente è una splendida e spiazzante "Lettera a Dio" del Prof. Franco Cardini dell’Università di Firenze, apparsa nel numero 32 della Rivista.

 

Ma Liminarismo può significare anche il necessario incontro fra ragione e passione. Un "liminarista" coerente dovrebbe, infatti, da un lato, ricorrere al cervello per far pulsare il cuore con più calore e, dall’altro, vivere con maggiore razionalità di obiettivi i propri amori. Una mentalità "di confine" cerca e progetta, scommette e rischia, sogna e realizza. Appare, dunque, necessaria per apprendere e riconsiderare, scoprire e "vedere" il particolare o la soglia insondata, di fronte a cui altri si fermano o deviano.

 

Non trascurabile è, inoltre, il fatto che tale esperimento editoriale nasca dalla Campania. La cultura campana, infatti, appare "liminaristica" per eccellenza. Napoli è la città della gioia e della sofferenza, Pulcinella è la maschera del dolore e dell’ironia, scrittori come Giovan Battista Basile o Domenico Rea sono profondamente "plebei" ma al tempo stesso aulicamente "nobili", la canzone napoletana è così visceralmente legata al territorio ma anche così splendidamente universale e, infine, Totò e Troisi sono deformatori e ri-creatori di codici e linguaggi.

 

E, se si potesse individuare un "guardiano della soglia" di questa avventura, si potrebbe fare il nome di Costantino Kavafis, che scrisse:

"Quando ti metterai in viaggio per Itaca/ devi augurarti che la strada sia lunga,/ fertile in avventure e in esperienze/…Soprattutto non affrettare il viaggio;/ fa’ che…da vecchio/ metta piede sull’isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada/…Itaca ti ha dato il bel viaggio…/E, se la trovi povera,/ non per questo Itaca ti avrà deluso./ …Con tutta la tua esperienza addosso/ già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare".

 Parole splendide per i giovani che si interessano dell’esistenza come comunicazione e si apprestano a compiere il viaggio della vita, tra scoperte e ripensamenti, passaggi e mutamenti.

 

La Direzione e la Redazione di Lyceum

 

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